Paolo Crepet
archivio news

Roma, 14/11/2004

La nostra piccola consorteria d'inquieti

di Paolo Crepet

A dir la verità sono un po' imbarazzato. Io faccio lo psichiatra e sono abituato a vedere le persone in faccia, anzi ad orientarmi guardando visi, mani, colore e forme degli occhi e poi osservando movenze, imbarazzi, e infine ad ascoltare parole silenzi e pianti. Poi faccio conferenze e incontro masse, signori e signore seduti su poltrone attenti o distratti, incuriositi o annoiati: ma sempre persone che ascoltano, che tossiscono, che scrutano di nascosto il telefonino, scuotono la testa, applaudono o sorridono. Infine scrivo e mentre lo faccio immagino un lettore steso sul divano, seduto sul letto o più comodamente in poltrona: immagino la sua casa, l'arredamento, la musica che ascolta, un cane che si avvicina, un odore dalla cucina.
Insomma io sono sempre stato circondato da una realtà poco virtuale e adesso mi confronto con un viaggio nuovo, tra sconosciuti nello sconosciuto mondo della rete. Sono sempre stato curioso e quando mi è stata prospettata questa opportunità mi sono sentito orgoglioso di poter rappresentare per qualcuno, magari solo per pochi, un pretesto, un'occasione, una possibilità di uscire da un anonimato, da una piccola autarchia. Siamo avvolti da un fragoroso silenzio e la tecnologia può infrangere questa regola finale, può aiutarci a dire che siamo vivi e anche incazzati, che abbiamo qualcosa da dire e da raccontare e ancora voglia di ascoltare, che le nostre città non ci hanno sopraffatto e le frustrazioni spremuto, che non hanno vinto i potenti ma, alla fine, sopravvivono solo i creativi.
Non so come andrà a finire questo blog, vorrei che fosse un'esperienza felice e divertente, una sorta d'appuntamento, come un aperitivo in un bel bar con una serie infinita di proposte stuzzicanti. Mi piacerebbe che questo blog sapesse di anticonformismo non di maniera né di moda, ma di necessità. E spero che si possa creare, con pazienza e coraggio, una piccola biblioteca delle sorprese da cui ognuno possa attingere sorridendo un pezzo d'esperienza da moltiplicare con la propria.
Vorrei che questo blog potesse nascere come un diario segreto tra noi, una piccola consorteria d'inquieti.